Pubblicazioni Online Baciccio

GIOVAN BATTISTA GAULLI “IL BACICCIO” (Genova 1639 – Roma 1709) Cristo in gloria con apostoli e santi francescani (modello per la volta della Basilica dei Santi Apostoli) olio su tela, cm. 170 x 74 Inghilterra, collezione privata   L’inedito dipinto deve ritenersi il modello per l’affresco che decora la volta della navata centrale della Basilica…

Casino Stazi locanda Martorelli

Casino Stazi locanda Martorelli – Ariccia.
Il secondo edificio che affaccia sulla Piazza di Corte (Corso Garibaldi, nn. 4-6), già sede della celebre Locanda Martorelli, storica tappa del Grand Tour, fu sistemato dal possidente ariccino e impresario-indoratore Giovan Battista Stazi attorno al 1768. Conserva nella Sala al piano nobile un ciclo di dipinti murali eseguiti nel 1770-71 dal pittore polacco Taddeo Kuntze (1730-1793), che illustrano le origini storiche e mitologiche dell’antica Aricia (Ippolito e Fedra, Esculapio riporta in vita Ippolito, La caccia di Diana, Virbio e l’esercito aricino, Il Tempio di Diana Aricina, La congiura di Turno Erdonio, La morte di Turno Erdonio, La battaglia tra Latini e Romani, Numa Pompilio e la Ninfa Egeria). Nel 1820 il casino fu trasformato da Antonio Martorelli in locanda, frequentata fino al 1880 circa da pittori, poeti e letterati. In una sala del terzo piano gli artisti avevano riempito di caricature e disegni fantasiosi le pareti (borghesi, briganti, preti e un autoritratto di Massimo D’Azeglio), successivamente ricoperte con carta da parati e recentemente ritrovate (1995). L’edificio assume un’importanza notevole essendo legato alla memoria degli illustri personaggi che qui trascorsero periodi di studio e svago, diffondendo attraverso le loro opere l’immagine dei Castelli Romani in tutta l’Europa. Tra di essi Corot, Turner, Ibsen, Longfellow, Gogol, Costa e tanti altri. Il piano nobile, acquisito dal Comune di Ariccia nel 1988, è adibito a mostre di arte contemporanea e Museo del Grand Tour. Un’iscrizione fatta porre sulla facciata dal poeta Vincenzo Misserville nel 1965 riporta……

Galleria

Scala Maestra e Galleria (Sala dei Palafrenieri)
• 436-437 d.C., Stele con iscrizione dedicata ad Anicio Fausto Glabrione, Prefetto di Roma e del Pretorio, marmo, cm. 60 x 125 x 49, inv. 26
• Tommaso di Bartolomeo Redi, Busto del beato Giovanni Chigi (1635-40), marmo statuario, cm. 70 x 63 x 27, inv. 31
• Giuseppe Mazzuoli, Busto di Alessandro VII, marmo statuario, cm. 76 x 78 x 43, inv. 36
• Bernardo Fioriti, Busto del cardinale Flavio Chigi, marmo statuario, cm. 80 x 74 x 37, inv. 38
• Giuseppe Mazzuoli, Busto del cardinale Sigismondo Chigi, marmo statuario, cm. 80 x 72 x 41, inv. 34
• Orfeo Boselli, Busto di Adriano, marmo statuario e alabastro fiorato, cm. 90 x 74 x 33, inv. 53
• Orfeo Boselli, Busto di Vibia Sabina, marmo statuario, bigio, alabastro bianco e alabastro fiorato, cm. 93 x 66 x 32, inv. 50
• Orfeo Boselli, Busto di Settimio Severo, marmo statuario e alabastro fiorato, cm. 91 x 62 x 30, inv. 46
• Orfeo Boselli, Busto di Matidia, marmo statuario e alabastro fiorato, cm. 92 x 72 x 37, inv. 42
• Giovanni Paolo Schor (invenzione, attr.), Fonderia di Amsterdam XVII sec., Lastra da camino con vecchio che si scalda (1667-68), fusione in ghisa, cm. 137 x 98, inv. 51
• Antonio Chicari, Camillo Saracini, Tre cassapanche con stemma Chigi Borghese, legno di pioppo dipinto, inv. 39, 43, 47
• Antonio Chicari, Camillo Saracini, Tre sgabelloni con stemma Chigi Borghese, legno di pioppo dipinto, inv. 28, 29, 58
• Marmoraro romano XVII sec, Serie di quattro basi per busti, diaspro di Sicilia, nero del Belgio, cm. 130 x 37 x 37, inv. 41 et al.
• Decoratore romano, 1711 ca. (stemma Sayn Wittgenstein aggiunto nel 1878), Blasone Chigi della Rovere e Sayn Wittgenstein sovrastato da basilica e corona principesca per bandiera del Maresciallo di Santa Romana Chiesa e Custode del Conclave, tela dipinta a guazzo, inv. 1033